mercoledì 26 maggio 2010

Un bilancio più che positivo

"Volontariato, buonismo o cittadinanza attiva?” questo il titolo del terzo e conclusivo incontro dibattito organizzato da Officine Tolmezzine, tenutosi sabato 15 maggio presso la Sala Multimediale di Palazzo Frisacco, che dopo aver incoraggiato il confronto sui temi dell’integrazione e della memoria, ha rivolto l’attenzione al tema dalla partecipazione e dell’inclusione sociale.

Il volontariato è stato al centro della riflessione in quanto espressione dello scambio, delle responsabilità condivise e della partecipazione pubblica alle politiche e alle azioni per l’inclusione sociale, dimensione fondamentale della democrazia.
Il dibattito è stato incoraggiato dal contributo di tre significativi interventi: quello del Segretario Nazionale del Mo.VI (movimento per il volontariato Italiano) Giorgio Volpe, della Presidentessa Anffas Alto Friuli Elisa Barazzutti e della Responsabile del Centro di Salute Mentale di Tolmezzo Tiziana Gon.
La chiarezza espositiva di Giorgio Volpe ha introdotto il tema offrendo una definizione del concetto di volontariato moderno attraverso l’analisi delle sue funzioni ed evidenziando l’importanza dello stesso nella promozione al cambiamento culturale sottolineando l’importanza del suo ruolo di promozione per preservare i luoghi sociali nelle nostre comunità.
L’esperienza non solo di presidentessa Anffas ma di cittadina e madre quella di Elisa Barazzutti, che attraverso il racconto del suo vissuto di e con il volontariato è riuscita a trasmettere l’idea dell’importanza dello stesso quale opportunità per acquisire consapevolezza attraverso il confronto con i limiti dell’altro per trovare modalità nuove, acquisire competenze ed operare per innescare cambiamenti intorno a noi. Il volontariato dunque come modo di porsi più che di fare azioni.
Comunità competente e contaminazione di saperi al centro dell’intervento di Tiziana Gon, responsabile di un servizio territoriale aperto al lavoro di comunità. Da anni, ricorda, il Centro di Salute Mentale lavora non solo rispondendo ai bisogni strettamente sanitari del cittadino ma è ormai mission del servizio un approccio sociale volto alla lotta dello stigma e del pregiudizio e di come si sia consolidata nel tempo un’attività con il partnerariato del volontariato e dell’associazionismo con condivisione di saperi diversi e attivi nella ricerca costante delle risorse nel cittadino/utente piuttosto che di esclusiva risposta ai sintomi della malattia.
In sintonia con i precedenti interventi conclude definendo comunità competente ed emancipata quella in grado di dimostrarsi attenta e partecipe offrendo risposte a percorsi volti ai legami sociali.
A conclusione di questo ciclo di incontri OT sente di poter esprimere soddisfazione per la significativa adesione e il partecipato interesse, per noi ulteriore stimolo.
Un ringraziamento a tutte le persone che a diverso titolo hanno contribuito.
Arrivederci a presto.
(a cura di Cristina Scarselletti)

2 commenti:

  1. Carlo D'AvolioMay 27, 2010 02:00 AM

    Peccato non poterci essere x via di un ginocchio rotto, ho sentito che è stato un dibattito molto interessante e partecipato..

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  2. Ho partecipato a tutti gli incontri,complimenti agli organizzatori per le tematiche scelte,ai relatori e soprattutto speriamo in una nuova serie. Perchè ce n'è davvero bisogno di questi tempi,in questi luoghi.Grazie.

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